Filanda Cogliandro

Fra la fine del XVIII e la prima metà del XX secolo Villa San Giovanni era particolarmente famosa per l’allevamento del baco da seta e per le sue filande grazie all’opera di Rocco Antonio Caracciolo, che già dal 1792 aveva reso operativi a Villa una filanda ed un filatoio. Nel 1847 a Villa vi erano 44 filande stagionali a conduzione familiare, con 670 occupati, ma presto arrivò la meccanizzazione e l’uso delle caldaie a vapore che garantivano lavoro tutto l’anno. Nel 1892 a Villa operavano ventuno impianti a caldaia e gli addetti erano raddoppiati. La produzione venne interrotta bruscamente dal terremoto del 1908 e delle 11 filande ricostruite solo 3, tra cui la Filanda Cogliandro, continuarono la produzione fino alla prima metà degli anni cinquanta del XX secolo.

Nelle sue memorie manoscritte, il fondatore Domenico Cogliandro riportava intorno al 1920: “La nuova costruzione comprendeva una grande sala di metri 20×10, per l’impianto di 40 bacinelle a pianterreno, con bozzoliera di uguali dimensioni a primo piano. Inoltre, a pianterreno: sala per macchine e caldaia a vapore, sala per cernita di bozzoli, sala per pulitura e imballaggio seta, uffici. Tutti i lavori, iniziati nell’aprile 1895, ebbero termine nel marzo 1896 e nel luglio successivo si poté iniziare il lavoro con le bacinelle installate. Modesto opificio, è vero, ma che poté bene stare a pari delle altre filande. Tutto il complesso di opere occupava all’inizio una superficie di circa 400 mq. Oggi, con le nuove costruzioni realizzate dopo il terremoto del 1908, l’area supera i 4500 mq.”